Chirurgia e sport: quanto tempo prima di tornare all’attività fisica?

Uno dei principali obiettivi della chirurgia moderna è la ripresa delle attività quotidiane, perseguito con approccio sempre meno invasivo, con una tipologia di anestesia sempre più minimale e riducendo il più possibile la degenza postoperatoria.

Sono scelte che consentono, per alcuni tipi di intervento eseguibili in regime di Day Surgery (tipologia di ricovero che prevede al massimo una notte in ospedale), di essere dimessi la stessa giornata dell’intervento chirurgico e riprendere le normali attività domestiche.

 

In caso di interventi su soggetti giovani o sportivi, spesso c’è il desiderio di riprendere al più presto l’attività sportiva, anche a livelli intensi. La risposta alla domanda “Quanto tempo devo aspettare prima di tornare a praticare attività sportiva?” è influenzata dal tipo di intervento chirurgico eseguito, dalle caratteristiche fisiche del paziente, nonché dall’attività fisica che si intende svolgere.

Per dare una regola, tuttavia, si raccomanda un mese di astensione dall’attività fisica intensa (corsa, bicicletta, per esempio) per tutti quegli interventi che prevedono un accesso attraverso la parete addominale (ernioplastica inguinale, interventi in laparoscopia o in chirurgia open dell’addome).

Per gli interventi di proctologia (ragade, fistola, emorroidi, sinus pilonidale), in cui non si creano soluzioni di continuo della parete addominale, invece, i tempi di ritorno ad un’intensa attività fisica sono più brevi, ridotti a un paio di settimane, ma sempre in relazione alla situazione locale, la guarigione delle ferite chirurgiche che deve essere completa e il dolore ben controllato.

 

È da ricordare come, oltre all’attività sportiva, che andrebbe ripresa con le modalità e le tempistiche sopra indicate, è comunque importante una pronta ripresa di una moderata attività fisica come il camminare, utilizzando appositi presidi se prescritti (esempio mutande elastiche dopo ernioplastica inguinale) . Questo per favorire la circolazione, la funzionalità cardio-circolatoria e la ripresa generale del fisico dall’intervento chirurgico, riducendo il rischio di eventi avversi, come le complicanze trombo-emboliche.